• Dott.ssa Valeria Baldi

La Sindrome di Münchausen

IL NOME

Risale al 1951 l’articolo in cui la rivista scientifica The Lancet ha descritto per la prima volta la Sindrome di Münchausen. Quest’ultima prende il nome dal barone tedesco von Münchausen, vissuto nel XVII secolo e particolarmente noto nella società dell’epoca per la sua peculiare e spasmodica tendenza a raccontarsi in gesta inverosimili, con il solo scopo di attirare l’attenzione altrui.

IL QUADRO SINTOMATOLOGICO

La sindrome si manifesta con ripetute e sistematiche simulazioni di sintomi e segni patologici clinicamente convincenti, al fine di ottenere cure mediche. I pazienti che ne soffrono si rivolgono, infatti, continuamente a strutture e servizi ospedalieri, simulando l’insorgenza di patologie mediche o chirurgiche e adducendo informazioni false e fantasiose circa l’anamnesi e situazione sociale, senza una diversa ragione possibile oltre quella di attirare l’attenzione.

Tale quadro si differenzia da quello dell’ipocondria, caratterizzata da una vera e propria ossessione rispetto alla possibilità di avere qualsiasi tipo di patologia, fino ad arrivare a dispercezione ed autoconvincimento di sintomi e segni. Nel caso della sindrome di Münchhausen invece, l'obiettivo finale risulta sempre quello di attirare i riflettori su di sé.

La Sindrome di Münchausen per Procura

Ancor più pericolosa è la Sindrome di Münchausen per procura (MSP), ovvero un Disturbo Fittizio provocato ad altri, inserito nel DSM 5 nella categoria dei Disturbi da sintomi somatici e disturbi correlati.

In questo caso la figura di accudimento, nella maggior parte dei casi un genitore (solitamente la madre), provoca volontariamente in un’altra persona di cui si prende cura (il più delle volte il figlio minore, ma anche un anziano o un disabile) una malattia organica o un danno fisico. La vittima è, dunque, il soggetto vulnerabile, quindi si tratta di una forma di abuso. Non sono rari i casi di madri che manipolano i risultati dei test per far sì che i figli appaiano malati e li danneggiano fisicamente (o direttamente, o esponendoli ad agenti nocivi come il freddo o sostanze pericolose) per indurre in loro la comparsa di sintomi.

CARATTERISTICHE DELLE DONNE AFFETTE DA MSP

Le madri affette da Sindrome di Münchausen per procura sono piuttosto colte, in grado di esprimersi con buona proprietà di linguaggio ed in possesso di una preparazione medica o infermieristica di qualsiasi natura. La diagnosi di MSP viene, infatti, accolta con sorpresa dagli operatori sanitari dei servizi cui si rivolge la madre MSP generalmente per ricoverare il proprio figlio, e dove si mostra affettuosa, amorevole e collaborativa.

Gli aspetti psicopatologici di una madre MSP sono da considerarsi le reazioni paranoidi, la convinzione maniacale che il figlio sia malato e la personalità sociopatica. Appare evidente, infatti, che queste donne adottano uno stile affascinante e manipolativo per sfruttare gli altri, violando le norme sociali e morali senza alcun senso di colpa o rimorso. Sono donne frequentemente affette da un disturbo della personalità più o meno marcato (istrionico, borderline, passivo-aggressivo, paranoide, narcisistico) e spesso nel loro essere abusanti si rintracciano storie di abusi o maltrattamenti subiti, a loro volta, durante l’infanzia da parte dei genitori.

RUOLO DEL PADRE IN MSP

Il ruolo del padre è misterioso e incerto. Il più delle volte è assente dalla vita familiare o resta lontano da casa per la maggior parte del tempo. Quando la donna viene scoperta nella simulazione dei sintomi, tuttavia, spesso il marito la sostiene e può rendersi complice dei suoi inganni, facilitando tacitamente il suo comportamento.

IL TRANSGENERAZIONALE NELLA MSP

Non di rado si rintraccia nella storia delle donne affette da MSP una relazione simbiotica con la propria madre, caratterizzata da identificazioni di tipo adesivo, senza alcuna distanza. Sembra esservi, dunque, un deficit nel processo di costruzione della genitorialità di queste donne o una “genitorialità confusa”, in conseguenza dei quali il genitore risulta essere ancora in uno stato infantile e deve diventare “genitore di se stesso” prima di poter cogliere, riconoscere e soddisfare i bisogni reali ed autentici del figlio.

COME RICONOSCERE LA SINDROME DI MUNCHAUSEN

Ci sono alcuni elementi che possono indiziare alla sindrome, quali:

· ricoveri frequenti in ospedale

· sintomi spesso in contraddizione, tra loro o con i risultati diagnostici

· sintomi che peggiorano alla comunicazione delle dimissioni

· desiderio e richiesta di screening ulteriori anche con metodi invasivi

· richiesta prematura di intervento chirurgico

· il paziente si rivolge a medici e ospedali diversi

· il paziente è contrario a lasciare che i medici parlino con terzi

· richiesta insistente di ricorso a terapie al bisogno.

TRATTAMENTO TERAPEUTICO

L’approccio terapeutico più idoneo della sindrome di Münchhausen prevede un programma terapeutico integrato, con l’intervento non solo di psicologi e psichiatri, ma anche di pediatri e professionisti delle agenzie di protezione dei minori.

A livello farmacologico, antidepressivi e stabilizzatori dell'umore possono essere considerati come adiuvanti da parte del medico prescrivente, ma non curativi della sindrome.

Le terapie psicologiche si focalizzano spesso sul tema dello svelamento dell’abuso materno in queste donne ipercuranti. L’obiettivo psicoterapico si può rintracciare nella ricostruzione dei maltrattamenti materni e nella separazione, nella mente materna, del bambino reale a cui rispondere in termini di bisogni ed il bambino interno debole che deve riuscire a gestire le proprie angosce. Obiettivo che può essere raggiunto attraverso identificazioni positive o con l’inserimento di un terzo, nonno o padre che sia.

ATTENZIONE! Non di rado può essere richiesta, in ambito penale, una Consulenza tecnica, d’Ufficio o di parte, al professionista psicologo, al fine di accertare la presenza o meno della diagnosi di MSP. E’ bene specificare, tuttavia, che ai fini diagnostici è indispensabile accertare, dal punto di vista legale, la sussistenza dei comportamenti nocivi e/o letali messi in atto dal soggetto indagato nei confronti del figlio o della vittima in questione.

E’ di competenza specificamente psicologica la somministrazione dei test psicodiagnostici (MMPI, Rorschach ed altri) e la raccolta di informazioni riguardanti il soggetto abusante nella sua totalità, per poter valutare la presenza o meno di un profilo verosimilmente compatibile con la diagnosi di MSP.

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